Compromesso significa cedere qualcosa in modo da trovare una soluzione ad una controversia.
A volte nella fase di compensazione del difetto visivo mi rendo conto che le specifiche esigenze della persona, ad esempio il tipo di lavoro che svolge e la correzione necessaria a vederci bene, mi portano a scegliere la strada del compromesso.

Ovvero prescrivo una correzione che non è perfetta sul piano oggettivo, ma si rivela la strada migliore per chi ho davanti.
Conoscere i particolari disturbi fisici o sollecitazioni a cui la persona è esposta, le specifiche sensazioni avvertite durante la giornata, le precise mansioni sul posto di lavoro, la distanza o le distanze più utilizzate all’interno della giornata aiutano ad individuare la soluzione più appropriata che porta la persona a svolgere le proprie attività accompagnata da una percezione di benessere e leggerezza.
E’ vero che la matematica non è un’opinione e nemmeno l’ottica lo è, ma a volte essere flessibili ed intuitivi aiuta a trovare la soluzione migliore anche se c’è bisogno di scendere a qualche compromesso.


Rifletti:
- Come ti senti durante la giornata lavorativa?
- Come è la tua postura quando sei seduto a scrivania, in auto o a tavola?
- Come respiri mentre sei concentrato in un compito?
- Ti soddisfano i tuoi occhiali davanti al pc o mentre sei in auto?
- Quanto tempo trascorri all’aperto?
- Hai mai sensazione di vertigini, visione sdoppiata, pesantezza alla testa, oppressione?
Pensaci, non devi dare delle risposte immediate, però se ti identifichi in uno di questi interrogativi possiamo approfondire in sala refrazione.
Ti lascio il link diretto ai contatti per prendere appuntamento: https://contrastoocchiali.com/#contatti
