A che età utilizzare le lenti a contatto?

Giulia Bianchin

Questa penso sia la domanda più comune che sento fare in negozio e che vedo posta nel web, la verità?

Non esiste un’età giusta per iniziare ad utilizzare le lenti a contatto, lo può fare un bambino così come un adulto. Quello che bisogna seguire però è un giusto metodo applicativo composto da più fasi:

  • Colloquio con la persona interessata, atto a conoscere e apprendere appieno le esigenze del possibile portatore
  • Controlli pre applicativi (test specifici, topografia corneale, questionari) per valutare l’idoneità all’utilizzo delle lenti a contatto
  • L’esame refrattivo per definire la correzione da utilizzare con le lenti (si, può differenziarsi da quella degli occhiali)
  • Le prove applicative dove viene insegnato come applicare e rimuovere le lenti, eseguirne la manutenzione e verificarne il corretto appoggio e compatibilità con la struttura oculare del portatore
  • I controlli periodici programmati con rinnovo di test specifici post applicativi per verificare nuovamente l’integrità oculare

Voglio ricordare che le lenti a contatto si differenziano per: materiale, curvatura e dimensione

Quindi provare lenti a contatto in autonomia, non è mai una buona scelta, perchè potresti incappare ad esempio, in materiali non idonei e se recandoti in un negozio, il professionista ti invita ad acquistare delle lenti senza mai aver fatto un controllo assieme, rifiuta! (i tuoi occhi ringrazieranno)

Dopo questa piccola premessa, nell’articolo di oggi vorrei portarvi un’esperienza di applicazione realizzata qualche mese fa: Enea, è stato accompagnato dalla mamma nel nostro ambulatorio ed insieme abbiamo intrapreso questo bellissimo percorso di lenti a contatto.

Fase di controlli pre applicativi in lampada a fessura.

Enea è un bambino miope e utilizza gli occhiali da tempo, quest’anno assieme ai genitori e al medico oculista abbiamo scelto per i suoi occhiali delle lenti che gestiscono la progressione miopica, per poter così contenere l’incremento della miopia.

Enea gioca nella Rugby Piave : dobbiamo offrirgli la possibilità di fare sport senza l’utilizzo dell’occhiale (per altro vietato durante il gioco del rugby).

Finora abbiamo realizzato per lui delle maschere sportive graduate, ma Enea e la sua famiglia non sono mai stati molto soddisfatti perchè risulta essere per lui un dispositivo ingombrante che penalizza una parte di campo visivo fondamentale durante l’attività sportiva.

Dopo aver avuto l’autorizzazione dall’oculista abbiamo applicato le prime lenti a contatto e certo, Enea è un bambino, ma non c’è nessuna controindicazione all’utilizzo delle lenti!

Fa riflettere il fatto che spesso (erroneamente) si pensa che un bambino o un ragazzino adolescente non possa portare le lenti a contatto perchè ritenute poco sicure per portatori di giovane età in quanto non autonomi o poco attenti al corretto utilizzo.

Vi posso garantire che la quotidiana esperienza in ambulatorio mi ha mostrato che il bambino è più attento dell’adulto ad osservare le regole di una corretta applicazione e manutenzione delle lenti e cosa molto importante, in questa fase iniziale e per tutto il percorso, non è mai solo!

Ci sono tre figure adulte che gli stanno accanto: il medico Oculista; l’ottico applicatore che entra nel vivo della applicazione e insegna a lui tutto quello che serve per una buona riuscita applicativa ed un corretto utilizzo, verifica ad ogni incontro lo stato dell’occhio del piccolo portatore e il genitore che nelle prime settimane accompagna l’applicazione durante l’utilizzo di lenti a contatto a casa e nello sport.

Sono molti i benefici che una lente a contatto può portare a chi le indossa e quando parliamo di attività sportiva è senz’altro la soluzione ideale per riuscire ad avere un esteso campo di visione e la libertà di praticare senza limiti lo sport preferito.

Inoltre la lente a contatto riduce drasticamente le aberrazioni prodotte da una lente oftalmica per occhiali garantendo una qualità visiva superiore.

Ma con Enea come è andata a finire?

“Mio figlio gioca a rugby ed è miope… dopo aver provato ad indossare la maschera graduata, con scarsi risultati, ho parlato con Alice e Giulia per trovare una valida alternativa, loro mi hanno proposto le lenti a contatto…Lenti a contatto per un ragazzo di 10 anni??
Ebbene si, nonostante la mia perplessità, non certo per la professionalità e competenza di Giulia di cui mi fido, ma per le difficoltà che poteva riscontrare Enea abbiamo iniziato il percorso.
E’ stato istruito, accompagnato, seguito passo per passo, incoraggiato e soprattutto con tutta la pazienza necessaria è riuscito in meno di due ore ad indossare le lenti. Nel giro di un mese è diventato autonomo ed è estremamente entusiasta perchè adesso può giocare vedendo perfettamente! Che dire… Grazie infinite!” Alessia

Con professionalità e dedizione, tutto si può raggiungere.

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Giulia Bianchin
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